IL SUONO DELLA TERRA

Updated: Mar 3, 2019

Oggi dedichiamo uno spazio alla musica in relazione alla natura. Intervistiamo a Gstaad (CH) il Maestro Raimo ospite in un maestoso chalet di una famiglia del luogo per il consueto appuntamento del 9 di Marzo a chiusura della stagione.

Articolo di Mery Stevens.




Maestro, la performance di questa sera ha come titolo “SOUND OF NATURE”. Quale messaggio vuol dare ai suoi ascoltatori e a suoi lettori?

Siamo natura, l’essere “homo” (sapiens) avvolto da tutte le forze universali compresi gli animali e le piante. Una straordinaria vibrazione e se impariamo a conservarla, ci proteggerà. Ecco quello che metteró in musica questa sera con autori quali Dvorak, Verdi e Morricone ed un mio brano estemporaneo su disegno dei presenti. Un gioco da salotto ottocentesco, un condividere.


Cosa intende con la parola vibrare?

Ogni luogo o territorio è come una grande orchestra. Quello che lo spettatore percepisce è la sua totalità: l’opera. Queste montagne vibrano la potenza nell’attennuarsi in silenzi provocati dalla neve. È come un Forte nella sinfonia di Gustav Mahler e poi trovarsi in un assolo. Sì perche’ questi monti fanno trovare se stessi nella purezza del “solo nel tutti” (concerto per violino e orchestra di Schindler’s List): qui c’è il proprio vibrare. Forse quello che manca oggi nel progetto che organizza il mondo, è la sensibilità che eviti di portarci a diventar “soli numeri” invece di soli, diversi per arricchire la totalità del tutti.



Come possiamo entrare anche noi nella sua Gstaad?

Invitandomi da voi a portare questa speciale energia attraverso la mia musica! Già lo stiamo facendo con l’intervista ma ricordate, non c’è bisogno di andare sempre nel particolare delle cose. Ascoltate coi vostri sensi e lasciatevi andare a percepire. La nostra memoria vive tutto, a noi discernere per tenere il bello.


Siamo a due passi dal CERN di Ginevra, dalle gallerie d’arte di Losanna con la sua prestigiosa università di ART AND DESIGNER, in un territorio forse fin troppo ordinato. La musica non è forse l’opposto a tutto ció? Magia, libertà, creatività qui riescon a sposarsi?

Il suono e la natura sono avvolti dallo stesso mistero, dalle stesse conoscenze. Vibrano.... e qui a Gstaad questo equilibrio magico lo si sente tra il silenzio della neve e il cinguettio degli uccellini, l’ordine delle cose nel ”disordine” dell’emozione che muove tutto dentro per riportarti alla centralità. Con l’Arte si mette a posto il caos oppure lo si fa’, dipende dagli intenti, da quello che vogliamo noi creativi, compositori ed interpreti. È vero che il troppo ordine puo’ diventare così organizzato da poter esser protocollato, meccanicizzato: una routine, la porta della noia. E pur vero che l’anarchia è un magma, una confusione che conclude in un disordine dove qualcuno dominerà. A noi trovare l’equilibrio che risiede nell’Arte nobile, quella che vuole il nostro bene, dove sono impressi i sentimenti, scolpiti nei pentagrammi del patrimonio universale disegnato dai nostri autori.




Scultura bronzea. ”Suonatore di flauto traverso”. Piazza della chiesa parrocchiale di Gstaad.

La montagna di Gstaad e l’indice del Maestro.

L’organo a canne della chiesa parrocchiale di Gstaad. Sul fondo, le stecche a vista della meccanica dello strumento.

Navata centrale chiesa parrocchiale di Gstaad.

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