LA NON CULTURA


Questo marmo ci parla: << O tu che passi, apri il tuo wi-fi intellettivo verso la conoscenza>>.

Portofino Italy.



Oggi più che mai si parla di energia e molte volte la si cerca perchè siamo esseri che la perdono continuamente. Sì, vivere è consumare energia! Ora, al di là del cibo che ci procura ciò, essa la possiamo trovare nell’autenticità delle cose, delle persone, siede nelle opere degli artisti. Ascoltando una canzone, un concerto sinfonico, un’interpretazione pianistica, noi ci nutriamo di energia, un po’ come quando ci sdraiamo a prendere la luce del sole, siamo a teatro accomodati per ricevere onde, energia sotto forma di suoni. L’Arte, questo propagatore di contenuti immateriali, arriva a noi con un linguaggio assoluto, interplanetario, universale. Sono i sensi che accolgono tutto ciò che farà scaturire le chimiche emozionali. Dobbiamo averli nitidi, avere tersi per poi riconoscere e discernere ciò che entra dentro noi. Siamo ciò di cui ci siamo nutriti.

L’Arte è un gioco, l’athentes ”è fatto da sé”: il vero, il reale. Ma in questo secolo di relatività totale, tutto è diventato Arte. Chiunque produca emozioni col proprio fare, è un artista nel suo! Meglio dire, l’essere umano è entrato in un magma di non conoscenza tale da deviare i concetti fondamentali e da diffondere una “non cultura del benessere”. Se il concetto di artista è legato a produrre emozioni: anche spaccare una vetrina di un negozio lo è, e tutti possiamo farlo. Ma suonare una musica meravigliosa, gioiosa è anch’essa un’emozione che non tutti hanno il dono di creare ed  interpretare. Se poi parliamo di evocare immagini col suono, allora si apre una cultura del fare musica. Giuseppe Verdi, Gerswjng, Morricone e molti, ci portano in dimensioni onomatopeiche là dove la psiche sconfina oltre la materia.

Nell’evolversi veloce della società abbiamo cambiato i vestiti ma non ancora la musica che, caduta nella dissonanza e nei liberi schemi sperimentali (1900), si è anche imprigionata in una rigida forma (classica), nella sicurezza del passato fermo a se stesso e alla riproduzione di copie di esso vantandosi di conoscere interpretazioni di opere mai riprodotto meccanicamente (cd, dichi o latri mezzi) . Il gioco della memoria, rievocare coi suoni, portare a momenti passati creando anche un’intesa con la ripetizione di schemi.

Routine, il luogo dove l’Arte perde se stessa. Un’opera in quanto unica, non può esser replicabile più volte se nò perderebbe la sua stessa autenticità (vedi un’ affresco di Giotto) e valore del momento. Ovvero, il mio saluto di 5 minuti fa’, non potrà essere eguale a quello di ieri, la mia interpretazione musicale di domani non sarà mai uguale a quella di oggi.

Quando l’arte è coerente?

L’arte è coerente quando esprime il PES, “Passioni Emozioni e Sentimenti.

Che cos’è per Lei la Musica?

La Musica è la madre delle arti perché in essa vi sono tutti gli elementi quali il ritmo, l’immagine, il movimento, ecc.. dove in altre sono contenuti in parte (ad esempio la pittura non ha un vero e proprio movimento). La  Musica è in nostro modo più nobile di celebrarci, di festeggiarci, di sincronizzarci col bello, di trasformarci nel divenire.

Esiste una Musica pericolosa?

Certo, posso unire note e silenzi per produrre effetti ed emozioni dannose a noi stessi. Lo sà che si può morire di paura? Esagero ma, s’intenda bene il valore delle emozioni. Queste ultime agiscono sul corpo e sulla psiche: le neuroscienze posso darci molte informazioni riguardo.

Siamo in un’epoca che sta cambiando: a quanti interessa la cultura occidentale?

L’interesse c’è per le cose che hanno contenuti innovativi. Dobbiamo domandarci quanto siamo nuovi. L’occidente da’ cultura quando osa, ed è in quest’azione di coraggio, supportata dal suo antico sapere, che produce, crea il nettare che manderà avanti il nostro benessere. Andate in cerca dei creativi e aprirete le strade dell’occidente.

Chi sono i  creativi? Come riconoscerli?

Visto che le donne “dico di esser più intelligenti di un uomo”, sicuramente saranno loro a trovarli! Assumetene di più! Non credo veramente che stia nella sessualità il segreto ma nell’ESSERE e quindi, l’essere umano spesso è mancante di un “font” o un “plaghin” come si usa dire..

Cosa vuol dire?

Voglio dire che chi non sà distinguere “il matto dal creativo” è lui un pericolo per la società. Il matto provoca e si atteggia nella provocazione talvolta anche buffa che spesso finisce col recare un danno. Il creativo quando provoca ha una sensibilità tale da creare la catarsi senza il danno. Nel fare quest’ultimo farebbe male a se stesso perchè il creativo vive di amore e di sentimenti che spesso manifesta attraverso il suo unico modo: l’Arte!




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